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ACTIVE ENDEAVOUR

Monitoraggio navale per il mantenimento della sicurezza nel Mediterraneo

Anti-pirateria Anti-terrorismo Peacekeeping

In seguito all’attacco terroristico delle Torri Gemelle (11 settembre 2001), il Consiglio Atlantico della NATO ha approvato la dislocazione nel Mediterraneo di una Forza Navale quale dimostrazione dell’implementazione dell’Art. 5 del Trattato NATO, allo scopo di dimostrare la solidarietà della NATO e la risolutezza dell’Alleanza nel sostenere la campagna contro il terrorismo internazionale.

L’obiettivo di “Active Endeavour” era quello di mantenere nel Mediterraneo una presenza aeronavale in chiave antiterroristica, dimostrando la risolutezza della NATO nella deterrenza, difesa e protezione contro le attività terroristiche. Essendo un’operazione art. 5, inizialmente ne partecipavano solo gli Stati dell’Alleanza. Dal 2004 hanno partecipato con i loro assetti anche Stati non aderenti alla NATO.

E’ stata la prima volta che le forze della NATO sono state dispiegate a sostegno dell’articolo 5 in funzione anti-terroristica. Oltre a monitorare e controllare le navi sospette per assicurare la sicurezza dei mari, l’operazione si propone anche di condurre controlli e raccogliere informazioni sulle diverse imbarcazioni in transito. A partire dall’aprile 2003, la NATO ha sistematicamente condotto operazioni di controllo a bordo di navi sospette, svolte sempre nel rispetto dei comandanti delle navi e degli Stati di bandiera in conformità al diritto internazionale. Grazie a questa operazione, contribuisce anche a garantire la sicurezza al commercio e all’attività economica in una delle più trafficate rotte commerciali nel mondo. Alle navi mercantili che attraversano il Mediterraneo viene richiesto di identificarsi e di dichiarare la loro attività. Se qualcosa appare sospetto, squadre possono salire a bordo, ispezionare la documentazione e il carico ed infine, qualora ci siano ulteriori perplessità, trasmettere tali informazioni alla competente autorità di perseguimento penale al prossimo porto di scalo della nave. La nave viene quindi seguita fino a quando non viene intrapresa un’azione da un’autorità responsabile o fino a quando non entra nelle acque territoriali di un paese.

Nel marzo 2003, il mandato “Active Endeavour” è stato ampliato al fine di fornire scorte nello Stretto di Gibilterra alle navi non militari degli stati membri dell’Alleanza che ne avessero fatta richiesta. Un anno dopo, a seguito del successo di “Active Endeavour” nel Mediterraneo orientale, la NATO ha esteso le sue competenze a tutto il Mediterraneo. La NATO grazie a questa missione ha maturato un’esperienza senza pari nella deterrenza di attività terroristiche marittime, divenendo punto di riferimento per più ampi sforzi internazionali contro il terrorismo e, in particolar modo, contro la proliferazione e il contrabbando di armi di distruzione di massa, nonché punto di incontro per una cooperazione rafforzata con i paesi non membri della NATO e le agenzie civili. La maggiore presenza della NATO nel Mediterraneo ha infatti migliorato il programma di cooperazione di sicurezza dell’Alleanza con sette paesi nella più vasta regione del Mediterraneo – Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Mauritania, Marocco e Tunisia. Questo programma – il Dialogo Mediterraneo – è stato istituito nel 1994 per contribuire alla sicurezza e alla stabilità regionale e per ottenere una migliore comprensione reciproca tra la NATO e i suoi partner mediterranei.

L’operazione “Active Endeavour” è stata sostituita nel novembre del 2016 da “Sea Guardian”, dopo aver monitorato oltre 128mila navi mercantili e controllato 172 navi sospette.

Durata Missione:

26/10/2001 – 2/11/2016

Luogo:

Mar Mediterraneo e Stretto di Gibilterra

Tipologia:

Peacekeeping, Anti-terrorismo, Anti-pirateria

Base legale:

Attivazione Art. 5 del Trattato Nord Atlantico

Stati partecipanti:

Paesi NATO: Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Danimarca, Estonia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna, Turchia, Inghilterra, Stati Uniti. Paesi NON-NATO: Georgia, Israele, Marocco, Nuova Zelanda, Russia, Ucraina, Finlandia, Svezia, Egitto, Tunisia, Algeria, Giordania, Mauritania.

Forze impiegate:

La Forza Navale (Task Force Endeavour = Unità di superficie, sottomarini e aerei da pattugliamento marittimo, fregate)