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ALLIED PROTECTOR

Contrasto alle attività dei pirati al largo delle coste della Somalia

Anti-pirateria

Nei primi anni Novanta, in seguito allo scoppio della guerra civile in Somalia e alla mancanza di un potere centrale, maturarono le condizioni ideali per la nascita della pirateria lungo le coste del Corno d’Africa. Fin dal crollo del governo centrale, numerose barche straniere violavano i confini marittimi somali per pescare quantità non sostenibili di pesce e per scaricare in mare rifiuti anche altamente tossici e radioattivi e, prima del coinvolgimento delle milizie e degli uomini d’affari, i pirati erano principalmente interessati a garantire il rispetto dei confini nazionali, dell’ambiente e della salute; motivo per il quale erano sostenuti dalla maggioranza della popolazione locale. Nel giugno 2008 il governo somalo ha inviato una lettera con la quale richiedeva l’aiuto della comunità internazionale nell’affrontare atti di pirateria contro le navi che passavano al largo delle coste somale. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato varie risoluzioni sulla pirateria somala, tramite le quali viene consentito alle nazioni che hanno preso accordi con il governo federale transitorio somalo, di entrare nelle acque territoriali e sul territorio somalo per inseguire i pirati.

Il 16 marzo 2009, la SNMG1 partiva dalla Baia di Suda per il Golfo di Aden. Il 28 marzo 2009, la fregata della Marina degli Stati Uniti “USS Halyburton” ricevette una chiamata di emergenza di pirateria da “Grandezza”, uno yacht nel Golfo di Aden. L’imbarcazione riportò di essere sotto attacco di granate a razzo e mitragliatrici da parte di una barca di pirati. Due elicotteri SH-60 Seahawk partirono dalla fregata americana e fermarono l’attacco. A causa della distanza dall’incidente, i pirati riuscirono a scappare prima che le forze di superficie della NATO arrivassero. La fregata olandese “HNLMS De Zeven Provinciën”, successivamente, chiamò a rapporto l’equipaggio di “Grandezza” e ottenne delle dichiarazioni e fotografie dell’attacco. Il 18 aprile 2009, la nave cisterna inglese “RFA Wave Knight” fermò un tentato attacco di pirateria nei confronti della petroliera norvegese “MV Front Ardenne”. Sette pirati furono trattenuti per molte ore alla ricerca del loro coinvolgimento negli attacchi alle fregate: “HMCS Winnipeg”, “USS Halyburton”, e “Wave Knight”. Secondo la NATO, i sospettati furono “interrogati, disarmati e lasciati liberi secondo le norme nazionali”.

Dal 26-27 aprile 2009, la SNMG1 ha fatto scalo in Karachi, Pakistan. A causa della crescente attività di pirateria, le altre due visite ai porti di Singapore e Australia furono cancellate. Il 1° maggio 2009, la fregata portoghese “NRP Côrte-Real” intervenne in un tentato attacco di pirateria nei confronti della petroliera norvegese “MV Kition”. L’unica barca di pirati si ritirò nella nave d’appoggio, che fu, più tardi, intercettata dalle forze di superficie NATO. Otto marines portoghesi sono saliti sulla nave e hanno detenuto 19 sospettati e recuperato numerose armi, compresi materiali altamente esplosivi. Secondo il comandante della the “Côrte-Real”, questa fu la prima volta che armi del genere furono recuperate da una nave pirata.

Il 24 maggio 2009, una fregata canadese si affiancò a due barche di pirati a largo della costa somala, sequestrando equipaggiamento, armi e munizioni. Il 29 giugno, la responsabilità della missione passò nelle mani della SNMG2. E il 17 agosto, l’operazione prese il nome di “Ocean Shield”.

Durata Missione:

24/03/09 – 17/08/09

Luogo:

Golfo di Aden, Corno d’Africa

Tipologia:

Anti-pirateria

Base Legale:

Approvazione del Consiglio Atlantico

Paesi partecipanti:

Portogallo, Canada, Olanda, Spagna, Stati Uniti, Italia, Grecia, Turchia, Inghilterra

Forze impiegate:

Standing NATO Maritime Group One (SNMG1= 1 fregata portoghese, 1 fregata canadese, 1 fregata di comando e difesa aerea olandese, 1 fregata spagnola, 1 fregata statunitense); Standing NATO Maritime Group Two (SNMG2 = 1 fregata italiana, 1 fregata greca, 1 fregata turca, 1 fregata inglese, 1 cacciatorpediniere statunitense). Più 2 elicotteri.