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DEADEYE

Riduzione dell’operatività della difesa aerea serbo-bosniaca

Deterrenza Peace enforcement

In seguito alla rottura del fronte dei croati e musulmani bosniaci, che il 1 marzo del 1992 avevano vinto il referendum per l’indipendenza della Bosnia, inizia una guerra spietata tra ex-alleati. Il 1993 è l’apice di questo scontro, mentre i serbo-bosniaci, che hanno conquistato già nei primi mesi di guerra il grosso del territorio, sembrano fermi a tenere le posizioni. Il 28 agosto del 1995, alcune granate serbe cadono su una folla di civili nel mercato di Markale, nel centro di Sarajevo, provocando 41 morti. Il governo bosniaco, dopo la strage, ha richiesto un intervento militare della NATO. Le autorità serbe hanno negato la responsabilità, accusando il governo bosniaco di aver bombardato la propria gente, per suscitare lo sdegno internazionale.

Il 30 agosto ebbe inizio la campagna aerea vera e propria. L’operazione “DeadEye” fu realizzata per degradare la capacità di difesa aerea dei serbo-bosniaci e consentire sortite più sicure da parte dei velivoli che sarebbero stati impiegati nella successiva “Delilberate Force”. F/A-18C ed EA-6B decollati dalla portaerei “USS Roosevelt” attaccarono il sistema di difesa aereo integrato serbo, colpendo con bombe a guida laser e missili HARM AGM-88 i radar, i centri di comando e i siti di SAM; nel frattempo gli EC-130H e gli EF-111A dell’USAF (United States Air Force) disturbavano le comunicazioni radio e neutralizzavano i radar nemici. Un’ora più tardi arrivò l’attacco della prima di 5 ondate successive, composte da gruppi fino a 30 aerei ciascuno e condotti prevalentemente con bombe a guida laser. Gli attacchi riguardarono l’area di Sarajevo. Contemporaneamente l’artiglieria della Forza di Reazione Rapida (comandata dal generale David Pennefather, dei Royal Marines) entrò in azione, bombardando le postazioni serbe dal Monte Igman. Il tutto avvenne sotto il coordinamento di un centro di comando e controllo aviotrasportato a bordo di un EC-130E, che coordinava attacchi aerei e terrestri e assegnava nuovi bersagli in caso di distruzione completa di quelli primari. Un Mirage 2000K francese fu abbattuto da un missile terra-aria spalleggiabile, a 20 miglia nautiche SE di Pale; i due membri dell’equipaggio si lanciarono con successo, ma i tentativi di recuperarli furono infruttuosi per tutto l’arco dell’operazione. Il giorno stesso dell’abbattimento, un team CSAR composto da due MH-53 Pave Low e un HC-130 tentò senza esito di localizzare l’equipaggio disperso, con la copertura di un EF-111 che stazionava in volo sulla zona per oscurare i radar nemici e di un F-15E, quest’ultimo inviato dai controllori di un AWACS dopo che il suo obiettivo iniziale era stato oscurato dalle nuvole. Un ricognitore U-2R, decollato a supporto dell’operazione da una base nel Regno Unito, si schiantò nel decollo e il pilota morì poche ore dopo a causa delle ferite riportate. Il 31 agosto tre squadre attaccarono obiettivi nell’area di Sarajevo: siti di difesa aerea, depositi di munizioni, magazzini, centri di manutenzione.

Durata Missione:

30/08/1995 - 31/08/1995

Luogo:

Bosnia Erzegovina

Tipologia:

Deterrenza, Peace enforcement

Base Legale:

Richiesta UN peacekeepers

Stati Partecipanti:

Stati Uniti, Inghilterra

Forze impiegate:

AWACS, missili terra-aria, siti di sistema radar, caccia multiruolo imbarcati, aerei imbarcato per guerra elettronica, velivoli supersonici bimotore da guerra elettronica, cacciabombardieri