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DETERMINED FORCE

Campagna aerea a supporto della fine delle ostilità

Deterrenza

Il contesto è quello delle guerre jugoslave, scoppiate col dissolversi della federazione comunista. Infatti, nell’80, alla morte del maresciallo Tito (unico vero collante dello stato jugoslavo), le tensioni sotterranee affiorarono in superficie, acuite dal pieno manifestarsi della crisi economica.

La prima regione a scoppiare fu il Kosovo: nel marzo del 1989 Slobodan Milosevic, Presidente della Serbia che rivendicava l’eredità di Tito quale guida della regione jugoslava, revocò l’autonomia della provincia kosovara, attuando politiche repressive nei confronti del “sentimento nazionale” kosovaro (lingua, scuole autonome, discriminazione lavorativa su base etnica). Ben presto la popolazione si ribellò, passando da una resistenza pacifica ad una armata.

 

A seguito delle violente repressioni dell’esercito della ex Jugoslavia contro le manifestazioni per l’autonomia kosovara, il KLA (Kosovo Liberation Army) scatenò una guerriglia che portò l’ONU ad approvare la Risoluzione 1160, che chiedeva di risolvere politicamente le ostilità. Avvenne il contrario, e il 23 settembre venne approvata un’altra Risoluzione (la 1199), che chiedeva la cessazione delle ostilità e la soluzione politica del conflitto.

Il 13 ottobre il Consiglio Nord Atlantico autorizzò “bombardamenti aerei circoscritti” sulla Jugoslavia qualora le autorità jugoslave avessero continuato ad ignorare la 1199: i bombardamenti sarebbero dovuti cominciare non prima di 96 ore dall’ordine di attivazione, per consentire che l’Ambasciatore Holbrooke e il Presidente Milosevic negoziassero un accordo. Il 14 ottobre venne inoltre dispiegata nell’Adriatico la STANAVFORMED (Forza Navale Permanente del Mediterraneo). Con l’avvicinarsi della deadline, si rendeva evidente l’impossibilità per la Jugoslavia di soddisfare le richieste: per questo fu concessa una proroga fino al 27 ttobre. Dopo 9 giorni di negoziato, Holbrook strappò a Milosevic l’impegno a soddisfare quanto espresso nella 1199; operazioni NATO/OSCE (“Eagle Eye” e “Determined Guarantor”) avrebbero verificato il rispetto dell’impegno.

Nonostante i progressi diplomatici, a cavallo tra il 1998 e il 1999 la violenza sul campo non accennò a diminuire, anzi aumentò d’intensità. Il 30 gennaio il Gruppo di Contatto fissò il 20 febbraio 1999 come data ultima per un accordo politico tra le parti coinvolte in Kosovo. I colloqui iniziarono il 6 febbraio a Rambouillet, Francia; il Consiglio Nord Atlantico autorizzò il Segretario Generale della NATO ad ordinare dei bombardamenti aerei in caso le parti avessero fallito nel trovare un accordo. Il 20 febbraio fu spostata la deadline alle 14.00 del 23, e il 23 ancora una volta fu prorogata al 15 marzo, data ultima per approvare nella loro interezza i trattati di pace. Il KLA accettò mentre la Jugoslavia respinse i termini: il 23 marzo, a fronte dell’irremovibile posizione di Belgrado, e avendo constatato che ogni sforzo diplomatico era vano, l’unica opzione rimasta alla NATO era l’azione militare.

Il Segretario Generale incaricò il SACEUR (Supreme Allied Commander Europe) di iniziare le operazioni aeree: l’operazione “Determined Force” terminò così, per lasciare spazio – il 24 marzo – all’operazione “Allied Force”.

Durata Missione:

13/10/1998 - 23/03/1999

Luogo:

Repubblica Federale di Jugoslavia

Tipologia:

Peace enforcement

Base legale:

UNSCR 1199

Paesi partecipanti:

Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Turchia.

Forze impiegate:

F-16, CF-18, Jaguar, Mirage 2000C/D/IV, E-3F AEW, C-135, Super Etendard, Alise, GE Tornado, F-16A/AR, KC-10, EF-18, KC-130, L-1011, E-3D, GR-7, A-10, B-52, EC-130, KC-135, V-2, F-15, C-130, MC-130, MH-53, P-3C, EP-3, USS Eisenhower

Altre missioni:

Operazioni “Eagle Eye”, “Determined Guarantor”, “Allied Force” (NATO); Operazioni “Cobalt Flash”, “Flexible Anvil”, “Sky Anvil”, “Noble Anvil” (USA).