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In seguito alla dichiarazione dell’Iraq di volersi dotare dell’atomica e all’intenzione non tanto celata degli Stati Uniti di voler procedere all’invasione dell’Iraq in una guerra preventiva, la Turchia temeva la minaccia dei missili di Baghdad in caso di schieramento delle truppe americane dal territorio turco.

La NATO non aveva un ruolo diretto per quanto riguardava le forze di stabilizzazione internazionale in Iraq; sebbene  il 21 maggio 2003, l’Alleanza abbia accettato di sostenere uno dei suoi membri – la Polonia – nella sua leadership in un settore della forza multinazionale di stabilizzazione condotta dagli Stati Uniti in Iraq. Nel febbraio 2003, il Comitato di pianificazione della difesa della NATO ha deciso di sostenere la difesa dell’integrità territoriale della Turchia nel quadro dell’articolo 4 del Trattato di Washington. Questo autorizza qualsiasi membro della NATO a richiedere assistenza militare nel caso in cui ritenga che la sua integrità territoriale sia minacciata da situazioni in paesi non NATO (Iraq). Era la prima volta nella storia dell’Alleanza che veniva invocato l’articolo 4.

La Nato ha risposto con l’adozione di particolari misure difensive, tra le quali, appunto, lo schieramento degli Awacs. L’impegno della componente Awacs è conosciuta come Operazione “Crescent Guard”. Quattro velivoli AWACS furono schierati dalla loro base di partenza a Geilenkirchen, in Germania, nella base operativa avanzata di Konya, in Turchia. I primi due furono schierati il ​​26 febbraio e gli altri due il 18 marzo. La loro missione era monitorare lo spazio aereo turco e fornire un allarme tempestivo a fini difensivi.

Il 1 ° marz, inoltre, furono installate tre batterie di difesa aerea PATRIOT con base a terra olandesi nella Turchia sudorientale, seguite da due batterie statunitensi. Il loro compito principale era quello di proteggere il territorio turco da possibili attacchi con missili balistici tattici.

Furono fatti preparativi per aumentare le risorse della difesa aerea della Turchia con altri aerei provenienti da altri paesi della NATO.

Attrezzature e materiali per la protezione dagli effetti di attacchi chimici e biologici sono stati offerti da diversi paesi della NATO.

Gli ultimi elementi delle forze militari NATO dispiegate per proteggere la Turchia come parte dell’op. “Display Deterrence” lasciarono il paese il 3 maggio, 65 giorni dopo l’inizio della missione (26 febbraio). Il 30 aprile 2003, Il comandante in capo delle forze alleate nell’Europa meridionale, l’ammiraglio Johnson concluse formalmente l’operazione che aveva testato e provato la capacità delle forze della NATO a rispondere immediatamente e con la forza difensiva appropriata ad una minaccia rapidamente crescente contro uno dei membri dell’Alleanza. In supporto delle forze turche e del suo popolo, la NATO ha impegnato più di 1000 tecnici specializzati ed estremamente competenti. Il dispiegamento difensivo della NATO nella Turchia sudorientale iniziò il 26 febbraio quando gli aerei della AWACS condussero il primo volo operativo per contribuire all’integrità dello spazio aereo turco. Gli equipaggi AWACS hanno compiuto circa 100 missioni, per un totale di più di 950 ore di volo.

Durata Missione:

26/02/03 – 3/05/03

Luogo:

Turchia

Tipologia:

Deterrenza, Difesa

Base legale:

Richiamo all’Art. 4 del Trattato di Washington

Paesi partecipanti:

Belgio, Canada, Danimarca, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Olanda Portogallo, Turchia e Stati Uniti

Forze impiegate:

AWACS (Airborne Warning And Control System). Batterie PATRIOT