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COREA DEL SUD

Anagrafica

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Nome ufficiale: Repubblica di Corea (Daehan Minguk)
Capitale: Seul
Superficie: 100 210 km²
Densità: 491 ab./km²
Confini: Corea del Nord
Popolazione: 50.599.528
Composizione etnica: 99% coreani, 1% cinesi
Forma di governo: Repubblica semipresidenziale
Lingue ufficiali: Coreano
Religioni: non religiosi/atei 49,3%; buddisti 23,1%; protestanti 19,7%; cattolici 6,6%; confuciani 0,5%; religioni sincretiche 0,2%; altri 0,6%
Aspettativa di vita: 80,2 anni
Tasso di natalità: 8,4 nascite/1.000 popolazione
Servizio militare: Ogni uomo di età compresa tra i 18 e i 28 anni deve prestare servizio in una delle forze armate: 21 mesi nell’esercito o nel Marine Corp, 23 mesi nella marina o 24 mesi nell’aeronautica. Alla scadenza del periodo di coscrizione, tutti gli uomini si uniscono automaticamente alla riserva militare
Scolarizzazione: 99%
Unità monetaria: Won sudcoreano
PIL: 1 129 536 milioni di $
Tasso di crescita del PIL: 3,1 (2017)
Debito pubblico/ PIL: 43,9%
Export partners: Cina ($149 miliardi), Stati Uniti ($69,4 miliardi), Vietnam ($47,7 miliardi), Hong Kong ($34,8 miliardi) e Giappone ($26,9 miliardi)
Import partners: Cina ($98,1 miliardi), Giappone ($54,2 miliardi), Stati Uniti ($48,7 miliardi), Germania ($19,7 miliardi)

Istituzioni

La Repubblica di Corea è retta dal presidente Moon Jae-in, capo dello Stato dal 9 maggio 2017. Il Primo ministro è Lee Nak Yeon.

La Repubblica di Corea è una democrazia semipresidenziale, i cui organi istituzionali sono: il presidente della Repubblica; il Governo, a sua volta formato dal presidente e dai ministri; il Congresso Democratico, a struttura bicamerale con 300 membri, costituito dalla Seduta degli Anziani della Repubblica e dal Salone dei Rappresentanti; il vicepresidente della Banca Centrale; il Consiglio del Corpo Giudicante.

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Il presidente della Repubblica, eletto con suffragio universale diretto per cinque anni e non rieleggibile, nomina il premier e i ministri, ed è il Capo Supremo dell’Esercito di Difesa della Corea.

Il vicepresidente della Banca Centrale ricopre al tempo stesso anche la carica di ministro del Bilancio e stabilisce la politica monetaria dello Stato.

Il Consiglio del Corpo Giudicante, organo tecnico giuridico, è presieduto dal ministro della Giustizia e si compone di giudici nominati dal presidente della Repubblica su indicazione del medesimo ministro. Tale organo giurisdizionale dura in carica tre anni ed esamina unicamente i compositi casi di diritto, costituzionale, pubblico o privato, che siano stati presentati su iniziativa di parte.

Economia

La Corea del Sud ha avviato, nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, un celere processo di crescita economica e soprattutto di maggiore integrazione all’interno dell’economia globale, in maniera tale da poter essere considerata come una delle cosiddette quattro “tigri asiatiche” (le altre sono Taiwan, Singapore e Hong Kong). Secondo recenti stime, i principali valori economici sudcoreani sono circa 23 volte maggiori rispetto a quelli della Corea del Nord, e sono stabilmente posizionati in parallelo con le economie maggiormente sviluppate dell’Unione Europea.

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La compagnia sudcoreana Samsung  costituisce un’assoluta eccellenza nel settore tecnologico e dell’elettronica, ed inoltre LG Electronics è la terza azienda produttrice di cellulari a livello globale; altri casi di assoluto prestigio riguardano la MS Oasis of the Seas, una delle più grandi navi passeggeri del mondo, prodotta dalla ditta sudcoreana STX Europe, come pure la Hyundai Kia Automotive Group, primo produttore automobilistico al mondo quanto a profitto e quarto in termini di unità vendute.

Questo grande successo economico, realizzatosi tecnicamente al termine degli anni Ottanta del secolo scorso, è stato raggiunto per mezzo di strettissimi rapporti tra il governo coreano e le imprese, sulla base di numerose agevolazioni tecniche: crediti diretti, restrizioni sulle importazioni, sponsorizzazione di determinate aziende e un forte aumento di produttività dei lavoratori. Da questo punto di vista, l’esecutivo tecnico aveva sostenuto profondamente l’importazione di materie prime e tecnologia avanzata, non tenendo conto dei beni voluttuari, e favorendo il risparmio e gli investimenti a netto discapito del consumo. D’altro canto, la crisi finanziaria asiatica del 1997 ha poi evidenziato alcune fragilità strutturali del processo di sviluppo sudcoreano, come ad esempio l’alto rapporto debito/bilancio, o il massiccio ricorso all’indebitamento estero e la non completa regolamentazione del settore finanziario. La Repubblica di Corea ha giocato un ruolo da protagonista in una delle più celeri fasi di ripresa dalla crisi economica di fine 2008. Difatti, il deprezzamento della moneta nazionale, unito a una gigantesca domanda proveniente dalla Cina (la quale assorbe circa un terzo delle esportazioni coreane) hanno potuto rendere possibile già nel 2009 uno straordinario fenomeno di rinascita tale per cui la Corea del Sud si è potuta confermare proprio in quell’anno tra i primi nove Paesi esportatori al mondo, registrando un surplus commerciale record stimato in 41 miliardi di dollari. Un altro indice assolutamente dirimente per la ripresa rimanda alle politiche monetarie e fiscali che sono state attuate dall’esecutivo in combinazione con misure volte a cristallizzare il settore finanziario.

Società e diritti

Nel contesto di una profonda secolarizzazione della Nazione coreana, risultano avere un peso rilevante nelle consuetudini della società gli insegnamenti di Confucio. Il Confucianesimo, in maniera opposta alle religioni monoteiste, non si fonda unicamente sull’esistenza di un’entità sovrannaturale e di una dimensione ultraterrena, ma si pone in riferimento a un codice etico di matrice generale, all’interno del quale viene teorizzata una lealtà reciproca concertata con il ligio rispetto delle obbligazioni reciproche e con l’onestà nell’interazione sociale nei confronti della collettività.

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In Corea si pone come centrale, sebbene abbia subìto mutamenti col passare del tempo, la tradizionale struttura sociale confuciana in cui l’anzianità è considerata un “valore” importante e imprescindibile. Un altro fattore di rilevanza determinante riguarda la valorizzazione dell’istituto del matrimonio e lo status sociale che ne deriva per la coppia. D’altro canto, la concentrazione delle attività produttive all’interno di enormi “conglomerati” (chaebol) nuoce alla stessa vitalità del tessuto economico e ha contribuito a un rallentamento dell’ascensore sociale e, in maniera speculare, all’aumento della disoccupazione giovanile. Peraltro, alcuni grandi conglomerati sono stati al centro di numerose inchieste per corruzione: da questo punto di vista, è emblematico il caso del precedente presidente, che il 9 dicembre 2016 venne sospeso dall’incarico dai due terzi dei 300 membri del Parlamento, a seguito di un’accusa di corruzione.

Difesa e sicurezza

L’esercito coreano si è strutturato in seguito alla divisione della penisola coreana e le Forze armate contano oggi su 639.000 regolari e 2.900.000 riservisti, ciò che ne fa, secondo le statistiche, il 9° esercito più potente al mondo.

Le unità terrestri sono in prevalenza, e contano su 495.000 effettivi. Vige la coscrizione obbligatoria, posto che gli uomini di età compresa tra i 18 e i 35 anni sono chiamati a effettuare 21 mesi di servizio militare. Il personale dell’esercito subirà comunque il peso maggiore della “spending review”, prevista dalla Riforma della Difesa per il 2020.

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La Marina della Repubblica di Corea si compone di 67.000 effettivi, tra i quali rientrano 27.000 fanti di marina su circa 170 navi in servizio. Il Corpo dei Marine possiede in dotazione 400 veicoli, cingolati inclusi: semoventi d’artiglieria, tra le ambizioni dell’apparato militare sudcoreano c’è quella di diventare una marina d’altura entro il 2020. A seguito di un approccio orientato sul “soft power”, e delle operazioni diplomatiche condotte dall’attuale presidente Moon Jae-in con riferimento all’irrisolta questione dei rapporti con la Corea del Nord, potrebbe essere avviato un processo di “devolution” militare.

Passato

Il Giappone conquistò la Corea nel 1910 e successivamente ne proclamò l’annessione. Per i 35 anni successivi, il Paese rimase sotto l’effettivo controllo di Tokyo. Nell’agosto 1945, dopo la resa giapponese nel contesto della Seconda guerra mondiale, la penisola coreana venne liberata e divisa in due parti, come stabilito dagli accordi di Yalta del febbraio precedente. La regione ubicata a nord del 38° parallelo fu occupata dalle truppe sovietiche, quella a sud dall’esercito statunitense. Nel dicembre 1945 venne istituita una Commissione congiunta russo-americana, incaricata di trovare una formula l’istituzione di un “governo unificato e democratico” in tutta la Corea, ma il compromesso non fu mai raggiunto. La questione fu quindi portata dinanzi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che nel settembre 1947 adottò una risoluzione per l’organizzazione di elezioni generali in Corea che avrebbero dovuto assicurare un’immediata indipendenza e riunificazione. Si stabilì che una Commissione delle Nazioni Unite preparasse e poi monitorasse le elezioni, ma i russi negarono l’accesso ai funzionari del Palazzo di Vetro sul territorio della Corea del Nord. La prova elettorale, sotto la supervisione Onu, si svolse nella sola Corea del Sud il 10 maggio 1948. Nello stesso anno fu redatta la prima Costituzione della Repubblica di Corea e il primo presidente, Syngman Rhee, assunse i poteri nel mese di agosto. Nel dicembre 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite riconobbe la neonata Repubblica come unico Stato legittimo in Corea. Nello stesso periodo, salì al potere al nord un regime comunista con leader Kim Il Sung. La Repubblica Democratica Popolare di Corea venne proclamata ufficialmente il 9 settembre del 1948, con Pyongyang come capitale, e l’Unione Sovietica la riconobbe come unico Stato legittimo in Corea. La divisione della penisola, originariamente intesa come soluzione temporanea e funzionale alla resa giapponese, si intrecciò con la Guerra fredda, portando di conseguenza alla definitiva creazione di due Nazioni, completamente separate. Il 25 giugno 1950 le truppe della Corea del Nord decisero di invadere la Corea del Sud e ciò determinò l’inizio della Guerra di Corea, che proseguì per tre anni determinando numerosissime perdite umane soprattutto sul fronte sud. L’area larga quattro chilometri, ubicata geograficamente lungo la linea di demarcazione militare che dal 1953 divide la Corea del Nord dalla Corea del Sud, nota come DMZ (Demilitarized Zone) è tuttora teatro di scontri tra le due Nazioni. Dall’origine e fino all’avvio del processo di democratizzazione negli anni Ottanta, la Corea del Sud è stata governata da un regime totalitario orientato a destra, che consentiva alcune libertà economiche individuali, pur limitando la libertà politica nella convinzione che essa avrebbe portato alla nascita del comunismo. Lo stesso Syngman Rhee, che ricoprì la carica di presidente della Corea del Sud dal 1948 al 1960, utilizzò infatti l’anticomunismo come deterrente per governare in maniera totalmente autocratica. Nel 1960, però, una serie di proteste studentesche in tutto il Paese lo costrinsero a dimettersi. Una nuova Costituzione, approvata nel mese di agosto, segnò la nascita della seconda Repubblica.  Nuove dimostrazioni contro i limiti imposti alla libertà politica portarono successivamente al colpo di Stato del 1961, con cui il generale Park, leader dell’esercito, prese il potere e proclamò la nascita della terza Repubblica. Durante il suo mandato (1961-1979), il Paese subì un’incredibile trasformazione grazie all’intervento dello Stato a sostegno dell’economia.

Nel 1972, dopo l’imposizione della legge marziale, Park procedette a delle modifiche costituzionali per accrescere i suoi stessi poteri, ma un diffuso malcontento fu all’origine del suo assassinio nel 1979. L’allora Primo ministro, Choi, divenne presidente ad interim, rimanendo in carica per brevissimo tempo. Il generale Chun, difatti, si impadronì del controllo sulla Nazione con un colpo di Stato militare e pochi mesi dopo, nel 1980, fu eletto presidente della quinta Repubblica. Di lì a poco, però, il Paese fu attraversato da una serie di proteste contro la dittatura militare, severamente represse dal regime. Nel 1987, comunque, Chun fu costretto a concedere alcune riforme democratiche, tra cui l’elezione presidenziale a suffragio diretto. Le prime elezioni parlamentari libere si tennero nel 1988 e videro prevalere Roh Tae Woo, un’altra figura appartenente al panorama militare. Le proteste studentesche continuarono ma, contrariamente alle aspettative, Roh liberalizzò in maniera marcata il sistema politico, ristabilendo relazioni internazionali con la Cina e con l’Unione Sovietica, adottando una serie composita di misure volte a diminuire il tasso di autoritarismo del governo. In questo stesso periodo, la capitale Seoul ospitò le ventiquattresime Olimpiadi e, sull’onda lunga del successo registrato nell’organizzazione della manifestazione sportiva, nel 1991 la Corea del Sud entrò a far parte delle Nazioni Unite. Nel 1993 fu per la prima volta il momento di un presidente non appartenente al ramo militare, Kim Young Sam. Nel 1996 il Paese raggiunse l’ambito traguardo dell’ingresso nell’OECD, l’organizzazione che raggruppa gli Stati più ricchi e avanzati del globo. E tuttavia, una volta raggiunto quell’obiettivo, i numerosi fattori che avevano reso possibile un celere successo economico si trasformarono in evidenti lacune. Di lì a un anno, il Paese venne colpito dalla durissima crisi economico-finanziaria che travolse tutta l’area est-asiatica. Le elezioni del 1997 furono vinte da Kim Dae Jung, il cui immediato compito fu quello di affrontare in maniera immediata le conseguenze di una crisi che avrebbe fatto registrare una profonda recessione e la richiesta di aiuto al Fondo Monetario Internazionale, nel dicembre 1997. L’ammontare della cifra messa in campo dal Fondo rappresenta ancora oggi il più grande prestito concesso storicamente a un singolo Stato: 58,35 miliardi di dollari. Pochi anni più tardi, nel 2000, avvenne lo storico incontro tra il presidente Kim Dae Jung e il leader nordcoreano Kim Jong Il, in conseguenza del quale si sperò nella pacifica risoluzione dei rapporti e nella riunificazione del Paese. Nel 2003 fu eletto presidente Roh Moo Hyun, in carica fino alla fine del 2007.

Il 4 ottobre 2007  Roh Moo-hyun e il leader della Corea del Nord Kim Jong-Il firmarono un accordo di cooperazione suddiviso in otto punti, tra i quali venne ricompreso il ripristino dei voli e degli scambi ferroviari e commerciali fra i due Stati.

Presente

Nel febbraio 2013 a ricoprire la carica di presidente della Repubblica fu per la prima volta eletta una donna, Park Guen hye, figlia di Park Chung-hee, il presidente salito al potere con un colpo di Stato nel 1961 e rimasto in carica fino al suo assassinio nel 1979. Il 10 marzo 2017 la Corte costituzionale, in seguitò a un procedimento di impeachment, votò all’unanimità la cessazione del suo mandato presidenziale, in un clima di scontri virulenti tra i suoi sostenitori e la polizia per le strade della capitale. Il 30 marzo 2017 Park Guen hye venne arrestata con l’accusa di corruzione e successivamente, il 6 aprile 2018, condannata a 24 anni di carcere per corruzione, abuso di potere e diffusione di segreti di Stato; nel corso di un altro processo, si aggiunse la condanna a ulteriori 8 anni di carcere, di cui 6 anni per avere accettato fondi illegali dall’intelligence, e 2 anni per avere interferito sul regolare svolgimento delle elezioni. Nel maggio 2017 fu eletto il nuovo presidente Moon Jae-In, il secondo esponente cattolico della storia sudcoreana, dopo Kim Dae-jung.

Il 18 aprile 2018 Moon è stato il primo presidente sudcoreano a mettere piede in Corea del Nord, su invito del dittatore Kim Jong-un. Quest’ultimo è diventato in maniera speculare il primo capo dello Stato nordcoreano a entrare in Corea del Sud.

Futuro

Il presidente Moon, che già in campagna elettorale si era detto favorevole al dialogo con la Corea del Nord, è stato il vero fautore del riavvicinamento tra i due Stati della penisola. Nel corso del 2018 gli atleti della Corea del Nord hanno partecipato alle Olimpiadi invernali di Pyongyang. I segnali di distensione tra le due Nazioni si inseriscono all’interno di un articolato contesto di relazioni diplomatiche, con l’approccio multilaterale che sembra configurarsi come assolutamente desueto di fronte all’hard power imposto dal presidente statunitense Donald Trump, al continuo scontro economico con l’interlocutore cinese e con un Giappone comunque scettico nei confronti degli annunci formulati dal dittatore nordcoreano sul processo di denuclearizzazione. Agli stessi incontri tra Trump e Kim non hanno finora corrisposto effettive azioni di disarmo.