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Attività

Deterrenza e Difesa

Lo scopo principale della NATO è quello di assicurare la protezione dei cittadini degli Stati membri, promuovendo sicurezza e stabilità nell’Area nord atlantica. I tre tasselli principali dell’Alleanza sono: la Difesa collettiva, la gestione delle crisi e la cooperazione per la sicurezza.

La NATO deve costantemente affrontare cambiamenti per rispondere alle molteplici minacce in continua evoluzione. Le crisi a sud e ad est, il terrorismo e le altre minacce ibride, necessitano di una forza dinamica e multitasking. Per questo motivo l’Alleanza rafforza continuamente le sue capacità difensive e la sua deterrenza che le permettono di adattarsi alle sfide future.

 

Intelligence congiunta, sorveglianza e ricognizione

 

 

I servizi di Intelligence congiunta, sorveglianza e ricognizione (JISR) sono di vitale importanza per tutte le operazioni militari e sono costantemente attivi in seno alla NATO. Questi forniscono informazioni a coloro i quali devono prendere decisioni ed intraprendere le azioni per conto dell’Alleanza, aiutandoli a rimanere informati e preparati.

 

Armi di distruzione di massa

Il proliferare delle armi nucleari ed altri armamenti di distruzione di massa (WMD) minacciano la prosperità e stabilità internazionale, con potenziali conseguenze catastrofiche.

La NATO previene lo sviluppo di tale tipologia di armi tramite un programma politico attivo di controllo, disarmo e non proliferazione. Il WMD Non-Proliferation Centre con sede nel HQ dell’Alleanza, rafforza continuamente il dialogo tra gli Alleati, supportandone le capacità e gli sforzi atti a tale controllo. La NATO sviluppa continuamente le sue competenze atte al contrasto degli attacchi chimici o nucleari (CBRN) anche di natura terroristica. Prevede inoltre training ed esercizi per preparare le forze operanti nell’ambiente CBRN, rafforzandone l’interoperabilità.

 

Difesa informatica

 

 

Le minacce informatiche e gli attacchi cibernetici stanno diventando molto comuni, sofisticati ed efficaci. L’Alleanza deve far fronte ad un contesto in continua evoluzione in cui Stati ed attori non statali possono utilizzare questa tipologia di attacchi anche nel contesto di operazioni militari. La guerra cibernetica è inquadrata nella fattispecie delle minacce ibride. La NATO ed i propri alleati devono rafforzare continuamente la propria capacità di risposta e resilienza a tali minacce per poter supportare gli obiettivi di Difesa collettiva, gestione delle crisi e sicurezza.

La sicurezza informatica è una priorità per  l’Alleanza, la quale ha affermato che la legge internazionale è valida anche nello spazio cibernetico. Nel 2016 gli alleati hanno riconosciuto alla NATO la necessità che essa intraprenda la difesa informatica, al pari dell’attività di difesa aerea, marittima e terrestre. In questo campo, la cooperazione e lo scambio di informazioni tra Alleati, la NATO e le altre organizzazioni internazionali è indispensabile e costante, così come l’assistenza reciproca nella prevenzione dei reati commessi su internet.

In particolare, a partire dal 2016, è in atto una stretta collaborazione tra l’Alleanza e l’Unione europea nel campo della Cyber-Security.

Al summit di Brussels, nel luglio del 2018, è stato istituito un nuovo “Cyberspace Operations Centre” all’interno di un rafforzamento della struttura di comando. Inoltre è stato deciso che la NATO può attingere alle capacità cyber nazionali per le sue missioni e operazioni.

 

Difesa anti-missile balistico

 

 

La proliferazione dei missili balistici è una crescente minaccia per gli Stati membri. Molti paesi hanno tentato o stanno provando a sviluppare od acquisire missili balistici. Lo sviluppo di questa capacità militare non necessariamente è inteso ad attaccare la NATO, ma questa non può non tenere conto dei potenziali rischi, dato il principio della Difesa collettiva.

Nel 2010 gli Alleati hanno deciso di sviluppare le proprie capacità difensive di fronte alla minaccia missilistica e la NATO ha la responsabilità di proteggere l’area euro-atlantica da eventuali attacchi di questo tipo. A partire dal 2016 gli Stati membri hanno assegnato all’Alleanza una Iniziale Capacità Operativa nel campo della difesa anti-missile balistico, che offre una maggiore possibilità di risposta ad attacchi missilistici. Questa consiste nello stanziamento di fondi, anche in misura volontaria, impiegati dalla NATO per l’acquisizione di sistemi anti-missile, come radar, mezzi od armamenti da utilizzare esclusivamente a scopo difensivo.

 

Trasporto aereo strategico

 

 

I membri della NATO riuniscono le proprie risorse per l’impiego di aerei speciali che garantiscono all’Alleanza la capacità di trasportare truppe, equipaggiamenti e forze per il mondo. Una capacità di questo tipo è essenziale per assicurare ai Paesi della NATO la possibilità di impiegare le proprie risorse rapidamente ovunque sia necessario.

Grazie a questa attività di trasporto, l’Alleanza ha conseguito importanti risparmi in termini economici, grazie all’acquisto di assets comuni che altrimenti sarebbero stati troppo dispendiosi per ogni singolo stato. Al momento sono in atto due iniziative con lo scopo di fornire alla NATO le capacità di trasporto aereo: la Strategic Airlift Interim Solution (SALIS) e la Strategic Airlift Capability (SAC). I trasporti sono stati utilizzati anche in collaborazione con altre organizzazioni internazionali nell’ambito di missioni congiunte.

 

 

Sicurezza Energetica

Il consumo e la perdita delle risorse energetiche potrebbe avere effetti sulla sicurezza delle società fornitrici ed un impatto consequenziale sulle operazioni militari della NATO. Nonostante tale problematica sia di competenza dei governi nazionali, l’Alleanza continua a tutelare la sicurezza energetica, sviluppando la propria capacità di rafforzarla, valorizzandone i settori critici. Nello specifico la NATO protegge le infrastrutture critiche del settore energetico e lavora per migliorare l’efficienza energetica dei militari.

Il suo ruolo nel campo della sicurezza energetica è stato definito per la prima volta nel 2008 al Summit di Bucarest. L’efficienza energetica è importante non solo per fattori di resilienza ed economici, ma anche ambientali.

 

Sorveglianza di Terra (AGS)

 

Entro la fine del 2019 la NATO avrà un’ulteriore capacità militare: il sistema di monitoraggio terrestre denominato Alliance Ground Surveillance (AGS). Le operazioni dell’Alleanza relative alla protezione di civili ha mostrato l’importanza e la necessità di monitorare a fondo la situazione sul territorio prima di intraprendere un’azione militare. Il sistema AGS consiste in un sistema di controllo e supporto aereo che agisce sia a livello terrestre che marittimo e permette una sorveglianza totale del territorio. Sarà utile per un vasto range di missioni, come quelle relative alla protezione dei civili, all’antiterrorismo, alla gestione delle crisi e all’assistenza marittima e umanitaria.

 

Preparazione civile

La NATO è costantemente impegnata in attività dirette a preparare i civili a rispondere a situazioni critiche di diverso genere e ad essere pronti a collaborare con l’Alleanza secondo precise modalità. L’Articolo 3 del Trattato Nord Atlantico prevede che tutti gli Alleati lavorino per stabilire una condizione di resilienza, intesa come la combinazione tra la capacità militare e la preparazione dei civili, in grado, insieme, di prevenire e contrastare le crisi.
A tale scopo è vitale intraprendere specifiche misure, piani e strategie che vengono coordinate ed impartite tramite continui esercizi ed addestramenti che coinvolgono anche la popolazione civile del territorio a rischio.

 

Protezione dello spazio aereo

 

 

La NATO, nell’ambito di missioni atte a preservare la pace, fornisce il controllo e la protezione dello spazio aereo dello Stato a rischio o che lo richieda. Tale attività ha lo scopo di preservare la sicurezza dell’intera Alleanza ed è un obiettivo congiunto di tutti i Paesi membri che impiegano le proprie forze aeree in maniera continuativa a rotazione. In questo modo è possibile offrire una protezione di 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. i velivoli impiegati sono in grado di reagire prontamente a violazioni o invasioni da parte di terzi nello spazio aereo controllato. Il Supreme Allied Commander Europe (SACEUR) è responsabile di tutte le missioni di Difesa aerea della NATO. L’Air Policing è parte del Sistema di Difesa Aerea e Missilistica Integrata dell’Alleanza. Questa è stata intensificata dopo la crisi russo-ucraina ed è principalmente attiva nei Paesi Baltici per motivi di sicurezza, ed in Paesi sprovvisti o carenti di Autorità di controllo aereo, come l’Albania e l’Islanda.

 

Educazione e Training

La NATO conduce esercitazioni e fornisce la formazione alle forze multinazionali, al fine di incrementarne l’efficienza e l’abilità di lavorare in maniera congiunta. L’Alleanza usa il proprio expertise  e le proprie risorse anche per assistere i paesi partner, accompagnando lo sviluppo di stabilità e pace delle aree colpite da crisi. Il programma di educazione ed addestramento della NATO aiuta a migliorare l’interoperabilità, ovvero l’abilità delle forze multinazionali di lavorare insieme su tutti i livelli. Tra le principali aree di formazione vi sono il rafforzamento delle capacità delle forze militari per garantire sicurezza ed educazione e training per le forze armate ed Autorità locali in situazioni di post-conflitto. L’Alleanza ha fornito educazione ed addestramento a partire dalla sua costituzione nel 1949, e nel tempo ha espanso la propria attività a livello geografico ed istituzionale. Nel 2002 è stata creato l’Allied Command Transformation (ACT), interamente dedicato alla gestione della trasformazione ed adattamento della struttura della NATO e del suo sistema di formazione. All’interno di questa trasformazione si posizionano diversi “Centri di Eccellenza” sparsi sul territorio dell’Alleanza. Questi centri sono organizzazioni militari internazionali che addestrano ed educano leader e specialisti dei paesi membri e partner della NATO; coprono una vasta gamma di settori come le operazioni civili-militari, la difesa informatica, la medicina militare, la sicurezza energetica e la difesa contro il terrorismo. Attualmente sono venticinque i centri accreditati dalla NATO, di cui 3 in Italia.

 

Attività marittima

 

 

Oggi l’85% del commercio internazionale di materie prime e beni manifatturieri avviene via mare. Anche la metà del petrolio mondiale passa per le rotte navali. Inoltre le minacce provenienti dal mare, come la pirateria, il traffico di esseri umani ed il terrorismo, sono molteplici e questo fa sì che l’interesse nel tutelare la sicurezza marittima rimanga costantemente alto e la NATO è determinata a proteggere gli Alleati da qualsiasi minaccia proveniente dal mare. L’Alleanza implementa di continuo la propria Strategia Marittima, i cui parametri rientrano nei settori di Difesa collettiva, gestione delle crisi e sicurezza. Per questo motivo la NATO ha forze navali permanenti che garantiscono una elevata capacità di risposta alle crisi provenienti dal mare. In tale contesto è fondamentale la cooperazione con altre Organizzazioni internazionali e partner. Attualmente è in atto è l’importante missione denominata Operation Sea Guardian per contrastare la crisi dei migranti del Mediterraneo.

 

Protezione dei civili

 

 

La NATO ed i suoi partner contribuiscono alla protezione dei civili nell’ambito delle sue missioni ed operazioni militari e di peacekeeping. La protezione dei civili comprende una serie di sforzi atti ad evitare, minimizzare e mitigare gli effetti negativi che potrebbero scaturire dalle operazioni militari della NATO e delle Nazioni Unite contro la popolazione. E’ inclusa nella attività anche la protezione dei bambini dagli effetti dei conflitti armati, il contrasto alla violenza sessuale ed alla violenza di genere, temi recentemente discussi nei Summit dell’Alleanza Atlantica ed il cui dibattito è in continua evoluzione.

La strategia diretta alla tutela dei civili è stata delineata al vertice di Varsavia nel luglio del 2016 e la loro protezione avviene spesso in collaborazione con le Nazioni Unite e con altre organizzazioni e partner internazionali.

Donne, Pace e Sicurezza

La NATO e i suoi partner sono attivi nel promuovere il ruolo della donna nel contesto di pace e sicurezza. Questo dimostra l’impegno a supportare l’aggiornamento della risoluzione 1325 e seguenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che riconosce l’impatto sproporzionato che i conflitti hanno su donne e bambini, sottolineando che storicamente le donne sono state lasciate al di fuori dei processi di pace e dagli sforzi di stabilizzazione. E’ necessaria una eguale partecipazione delle donne a tutti i livelli, dalla prevenzione del conflitto fino alla ricostruzione post-conflitto ed alla costruzione di pace e della stabilità.

E’ anche vitale la prevenzione della violenza sessuale e la necessità di porre fine all’impunità per reati di questo tipo durante i conflitti. La NATO ed i suoi partner euro-atlantici hanno cominciato a lavorare nell’area della tutela del ruolo della donna nelle situazioni di conflitto, a partire dal 2007. Con il tempo gli sforzi si sono moltiplicati e si sono uniti sempre nuovi partner. L’Alleanza si adopera anche per garantire all’interno della propria struttura un ruolo paritario per le donne, senza accettare differenze di genere.

 

Countering terrorism

 

Il terrorismo è una minaccia concreta alla sicurezza dei cittadini dei Paesi della NATO ed alla stabilità e prosperità internazionale. Questo pone un rischio a livello globale e non conosce confini, nazionalità o religione ed è una sfida che la Comunità internazionale ha il dovere di contrastare in maniera congiunta. Il lavoro della NATO per il contrasto al terrorismo si basa sul continuo miglioramento della conoscenza della minaccia, sullo sviluppo delle capacità di risposta e sul rafforzamento della cooperazione con i paesi partner e con altri attori internazionali.

L’Alleanza ha invocato per la prima ed unica volta l’Art. 5 sulla Difesa collettiva in risposta  agli attacchi terroristici del 9/11 contro gli USA. La sua strategia antiterroristica si basa su tre principali aree: consapevolezza, capacità ed impiego delle forze. La NATO sviluppa di continuo nuove capacità e fa uso di tecnologie innovative sia per contrastare gli attacchi terroristici, sia per minimizzarne le conseguenze. Attualmente l’Alleanza supporta la Coalizione Globale anti-ISIS, fornendo dati raccolti dai velivoli AWACS sul territorio, utili ad implementare le informazioni sul gruppo terroristico. Presso il Joint Force Command della NATO di Napoli è stato istituito un nuovo centro antiterroristico per il Sud e nel Quartier Generale di Bruxelles è presente una nuova cellula di intelligence con funzione antiterroristica. Il dibattito sul contrasto al terrorismo è costantemente aggiornato e la strategia dell’Alleanza è in fase di concreto sviluppo.