Taking too long? Close loading screen.
< Tutte le schede missioni

ALLIED PROVIDER

Prevenzione e contrasto alla pirateria

Anti-pirateria

Dopo la caduta di Siad Barre in Somalia è seguita la dissoluzione dello stato con il conseguente consolidamento del potere dei ‘’ signori della guerra’’. La Somalia si ritrovava così frammentata in potentati governati dai clan, che ne avevano assunto il pieno controllo in conseguenza del crollo dell’apparato statale.Questa situazione ha permesso negli anni 90 il rinascere del fenomeno della pirateria, fenomeno che ha avuto notevoli sviluppi ed evoluzioni fino ad oggi.

Inizialmente la pirateria si caratterizzò come un fenomeno limitato alle aree di mare antistanti ai principali porti somali; le attività di pirateria venivano per lo più intraprese dalla bassa manovalanza dei porti di Mogadiscio e Chisimaio, che per la realizzazione degli attacchi utilizzavano piccole imbarcazioni dotate di poca autonomia.  In un secondo momento in seguito alla vittoria Nato in Afghanistan, fra il 2001 e 2002, le truppe qaediste si trasferiscono in Somalia e vi stabiliscono le proprie strutture logistiche, stringendo forti legami sul territorio con i clan.  I pirati vengono addestrati all’assalto, alla gestione dei prigionieri , equipaggiati di nuove armi e imbarcazioni con più autonomia,  trasformandosi in veri e propri predatori professionisti capaci di sfruttare il potenziale economico di tale attività. Le azioni furono realizzate tramite imbarcazioni medio piccole, che stazionavano presso navi­-madre situate in alto mare, con l’utilizzo di esplosivi e violenza durante gli assalti (tecniche ancora oggi utilizzate). Nelle attività di pirateria iniziarono a ad essere sempre più frequenti i sequestri delle imbarcazioni, la pesca illegale e attività criminali di vario genere  per l’industria internazionale, come lo smaltimento illegale di rifiuti tossici.

L’ultima fase è caratterizzata dall’ ingresso dell’organizzazioni criminali globali in tali attività, nel momento successivo alla caduta delle corti islamiche e all’abbandono delle truppe qaediste dalla Somalia nel 2008. Questo ha permesso di incrementare notevolmente le capacità logistiche ed operative dei predatori, i quali  possono ora ottenere precise informazioni sui carichi, sulle rotte, sui transiti direttamente dai centri chiave delle rotte marittime. Gli atti di piraterie diventano in questa fase sempre più precisi, vengono istituite delle aree di stazionamento delle imbarcazioni sequestrate, e migliorata notevolmente la gestione degli ostaggi tale da essere capace di scongiurare possibili interventi delle forze speciali come funzione deterrente per una trattiva più favorevole e vantaggiosa.

Questo scenario ha portato le Nazione Unite ad una precisa trattazione del fenomeno e a innumerevoli risoluzioni al fine di risolvere la questione della sicurezza del mare nel golfo di Aden che necessita per la sua realizzazione il contrasto delle organizzazioni criminali situate nel territorio somalo, ed un pattugliamento attento di queste acque.

La missione “Allied Provider”, infatti, fu intrapresa essenzialmente per proteggere le navi del WFP(Word Food Program) che avevano il compito di portare gli aiuti umanitari nelle regioni somale. I destinatari degli aiuti ammontavano a circa 3.2 milioni di persone tra il 2007-2008, ovvero il 43% della popolazione Somala e il 90% degli aiuto raggiungeva la Somalia via mare; da qui si percepisce la necessità di tale missione.

La missione fu richiesta dal segretario generale delle Nazione Unite, alla quale aderirono i Ministri della difesa Nato e successivamente per un’attività di coordinamento l’Ue (UE NAVFOR). L’SNMG2(Standing Nato Marittime Group 2) fu investito dei compiti di antipirateria, i quali consistevano nel pattugliamento del golfo di Aden e del Corno d’Africa, nel transito nel Canale di Suez e nel Mar Rosso, nella visita nei porti dei paesi del golfo, con possibilità di intervenire anche mediante la forza armata per prevenire, bloccare, perseguire attività di pirateria.

La missione  terminatò con successo nel dicembre 2008  riuscendo a salvare dagli attacchi dei pirati circa 30 000 tonnellate di aiuti umanitari e  riuscendo così a soddisfare i bisogni primari di circa 2mln di persone.

Durata Missione:

ottobre-dicembre 2008

Luogo:

Corno d’africa, Mar Rosso, Golfo di Aden, Mare Arabico, Bacino Somalo, Oceano Indiano.

Tipologia:

Anti-pirateria

Base Legale:

Risoluzioni 1814, 1818 e 1838 UNSC

Paesi partecipanti:

Germania, Grecia, Italia, Turchia, UK, USA

Forze impiegate:

ITS Durand de la Penne (flagship, destroyer D560, Italy); HS Temistokles (frigate F465, Greece); HMS Cumberland (frigate F85, United Kingdom). FGS Karlsruhe-Germany; FGS Rhön-Germany; TCG Gokova-Turkey; and USS The Sullivans-USA)

Altre missioni:

Allied protector, Ocean Shield