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ISAF (International Security Assistance Force)

Assistenza al governo afgano nel mantenimento della sicurezza

Peacebuilding Peacekeeping

La guerra in Afghanistan, iniziata il 7 ottobre 2001, ha visto l’avvio delle ostilità con l’invasione del territorio controllato dai talebani, da parte dei gruppi afghani loro ostili dell’Alleanza del Nord, mentre gli USA e la NATO hanno fornito, nella fase iniziale, supporto tattico, aereo e logistico. Nella seconda fase, dopo la conquista di Kabul, le truppe occidentali (statunitensi e britannici in testa) hanno aumentato la loro presenza anche a livello territoriale per sostenere il nuovo governo afghano. L’amministrazione Bush ha giustificato l’invasione dell’Afghanistan, nell’ambito della guerra al terrorismo seguita agli attentati dell’11 settembre 2001, con lo scopo di distruggere al-Qāida e catturare o uccidere Osama Bin Laden, negando all’organizzazione terroristica la possibilità di circolare liberamente all’interno dell’Afghanistan attraverso il rovesciamento del regime talebano. A dieci anni dall’invasione, il 2 maggio 2011, le forze statunitensi hanno condotto un’incursione ad Abbottabad, vicino Islamabad in Pakistan, uccidendo il leader di al-Qāida, Osama Bin Laden, nel suo rifugio.

A partire dall’invasione dell’Iraq del 2003, la guerra in Afghanistan ha perso priorità tra gli obiettivi dell’amministrazione americana, riacquisendola solo a partire del 2009 sotto l’amministrazione Obama.

Il 20 dicembre 2001 il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha autorizzato l’istituzione di una Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (ISAF) in Afghanistan, in seguito alla sconfitta dei talebani nel novembre 2001. La NATO ha preso ufficialmente il comando della forza internazionale ISAF in Afghanistan l’11 agosto 2003. Con il mandato dell’ONU, l’obiettivo principale della ISAF era di rendere il governo afgano capace di garantire sicurezza effettiva nel proprio territorio e di sviluppare delle nuove forze di sicurezza afgane per assicurare che l’Afghanistan non torni ad essere un “paradiso sicuro” per i terroristi. Dal 2011, la responsabilità per la sicurezza passò gradualmente alle forze afghane, che ne hanno preso ufficialmente il comando alla fine del 2014, quando la missione ISAF terminò. Una nuova, più piccola, operazione di non-combattimento (“Resolute Support”) fu lanciata l’1 gennaio 2015 per fornire ulteriore addestramento, consulenza e assistenza alle forze di sicurezza afghane e alle sue istituzioni. La ISAF era una delle più grandi coalizioni nella storia della NATO. Al suo apice, contava più di 130.000 soldati, che venivano da 51 paesi membri della NATO e da altri paesi partner. Originariamente dispiegata per garantire sicurezza a Kabul e dintorni, la presenza dell’ISAF fu gradualmente estesa nell’intero territorio entro la seconda metà del 2006. Non appena la ISAF si è allargata verso est e sud, i suoi soldati diventavano sempre più impegnati nel combattere una crescente rivolta del 2007-08, mentre provavano ad aiutare l’Afghanistan a ricostruirsi. Nel 2009, una nuova contro-insurrezione iniziò con lo schieramento di 40.000 soldati. In aiuto al governo afghano, la ISAF assisteva la ANSF (Afghan National Security Forces) nelle operazioni di sicurezza nell’intera regione, aiutando a ridurre le possibilità di un ribellione. Un’importante priorità dell’ISAF era di accrescere le capacità e competenze delle forze afgane. Questo divenne il principale focus della missione dal 2011 in poi. Dal momento che la responsabilità per la sicurezza era passato sotto la guida delle forze afgane, la ISAF passò da un ruolo centrale di combattimento all’addestramento, consulenza ed assistenza. La forza multinazionale ha aiutato anche a creare lo spazio e a porre le fondamenta per dei miglioramenti nell’amministrazione e sviluppi socio-economici per una stabilità sostenibile.

Questi sforzi congiunti hanno contribuito a costruire le forze di sicurezza afgane da zero a circa 352.000 soldati e agenti di polizia. Dalla sua creazione nel 2002, l’esercito nazionale afghano (ANA) è progressivamente passato da forza di fanteria ad un esercito, con capacità di combattimento e strutture diversificate – come la polizia militare, l’intelligence, il supporto al combattimento, la medicina, l’aviazione e la logistica. Il ruolo della polizia nazionale afghana (ANP) è gradualmente cresciuto dal contrasto all’insurrezione ad un ruolo di polizia più civile, sviluppando ulteriormente le capacità che vanno dalle indagini criminali al controllo del traffico. L’Air Force afgana ha aumentato costantemente il proprio personale, inclusi civili e militari, personale di manutenzione e supporto e la sua flotta di velivoli ad ala fissa e ad ala rotante.

Durata Missione:

20/12/01 – 28/12/2014

Luogo:

Afghanistan

Tipologia:

Peacekeeping, Peacebuilding

Base legale:

Risoluzioni 1386, 1413, 1444, 1510, 1563, 1623, 1659, 1707, 1776 1917, 1943, 2011, 2069, 2096, 2120 e 2145 del Consiglio di Sicurezza ONU

Paesi Partecipanti:

NATO: Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Turchia, Inghilterra, Stati Uniti. PAESI DEL PARTENARIATO EURO-ATLANTICO (EAPC): Armenia, Austria, Azerbaijan, Bosnia ed Erzegovina, Finlandia, Georgia, Irlanda, Macedonia, Montenegro, Svizzera, Svezia, Ucraina. PAESI NON NATO: Australia, Bahrein, El Salvador, Giordania, Malesia, Nuova Zelanda, Mongolia, Singapore, Sud Corea, Tonga, Emirati Arabi Uniti.

Forze impiegate:

ISAF = Forza internazionale di 58.300 soldati (all’apice ha raggiunto 130.000 uomini).